A scuola, quando si presenta la figura di Leopardi nelle classi, bisogna fin da subito sfrondare i pregiudizi a cui i ragazzi sembrano essere affezionati quando si parla dello scrittore, pregiudizi preconfezionati da tanta letteratura, da tanti «intellettuali che sanno», da molti professori che si accontentano del giudizio altrui su un autore, senza cercare di incontrarlo con il proprio cuore, come si incontra qualcuno che si aspetta da gran tempo. Ma è meglio leggere direttamente quel che scrisse di sé il genio di Recanati per comprendere la sua costante ricerca della felicità. Un desiderio che non può essere accontentato né da soli, né in società, né guardando il futuro, né ripiegando nel ricordo del passato. Il desiderio di felicità trascende la vita e mira direttamente all'Infinito.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/15

    Che cosa insegna il Recanatese all'uomo di oggi

    • 22-12-2013

    Che cosa può insegnare all'uomo del 2013 un poeta morto nel 1837? Leopardi sospira e vagheggia un incontro con il divino, con l'infinito, con la bellezza assoluta. Resta un mistero se si sia convertito o meno in punto di morte.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/14

    La Ginestra, un'utopia velleitaria e irrealizzabile

    • 15-12-2013

    Di fronte al male che ci è stato dato in sorte dalla Natura, l'uomo sbaglia a vagheggiare su un ottimistico progresso o sulle onde di un misticismo romantico. Ciò che resta è aiutarsi gli uni con gli altri.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/13

    La domanda, unico atteggiamento ragionevole

    • 08-12-2013

    Non smettere mai di cercare, essere circospetti e cogliere tutti gli indizi: è questo l'atteggiamento più dignitoso dell'uomo. Leopardi lo condensa nell'operetta morale "Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez"

    • AL CUORE DI LEOPARDI/12

    L'abbaglio ideologico del "buon selvaggio"

    • 01-12-2013

    L'uomo primitivo, a contatto con la natura, è buono ed è la civiltà a corromperlo. Questo pensava Jean Jacques Rousseau e così credeva anche Giacomo Leopardi, nella sua prima fase di "pessimismo storico". Poi maturò e la rinnegò.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/11

    La quiete dopo la tempesta non è vera gioia

    • 24-11-2013

    Una gioia particolare ci viene dopo un periodo di sventure, di malattia, di scampato pericolo. La felicità vera non può "essere figlia di affanno". Anche se la sofferenza, nel tempo, può condurci dialetticamente al bene.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/10

    La società del divertimento distrae dalla felicità

    • 17-11-2013

    Il divertimento e l'assopimento sono modi di evadere la vera ricerca della felicità. È il tema che emerge nell'operetta morale di Leopardi Dialogo di Malambruno e Farfarello. Mai idea è stata più attuale nella nostra società.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/9

    Il senso religioso di un canto notturno

    • 10-11-2013

    Il «Canto notturno di un pastore errante dell’Asia» è una delle migliori sintesi del pensiero di Leopardi. Di fronte all'infinità e al mistero di un cielo stellato, l'uomo semplice si pone quelle domande che fanno nascere il senso religioso. 

    • AL CUORE DI LEOPARDI/8

    L'uomo, creatura in perenne attesa

    • 03-11-2013

    Così come è illusorio rifugiarsi nei ricordi per essere felice, altrettanto illusorio è il pensare alle speranze del futuro. L'uomo, nella poesia di Leopardi, è una creatura in perenne attesa, ma soddisfatta del presente che sta vivendo.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/7

    Impossibile rifugiarsi nella felicità dei ricordi

    • 27-10-2013

    Il ricordo, per Giacomo Leopardi, fa parte della continua ricerca della felicità. Colpito dalla caducità della vita, il poeta realizza, però, che rifugiarsi nel passato è impossibile, è una felicità illusoria.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/6

    Il potere dell’immaginazione nella vita e nella poesia

    • 20-10-2013

    L’immaginazione umana è uno dei rimedi più forti, anche se completamente illusorio, al problema della felicità. Il poeta recanatese era convinto che la speranza fosse sempre maggiore del bene e che la felicità non potesse esistere, se non nell'immaginazione.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/5

    Le ideologie soffocano la persona

    • 13-10-2013

    Leopardi individuava nella Rivoluzione francese tutti i sintomi del totalitarismo del Novecento: un'ideologia che vuol piegare l'uomo e la società alla Dea Ragione. Un progetto collettivo che vuol rifare l'umanità, soffocando le singole persone.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/4

    L'eterna insoddisfazione dell'animo umano

    • 06-10-2013

    Il piacere delle cose terrene è circoscritto, ma l'animo umano cerca, per sua indole, una felicità che è infinita. In questo è in sintonia con il libro anticotestamentario di Qoèlet, con Manzoni e con scrittori del Novecento, quali Camus e Moravia.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/3

    La tensione dell'uomo verso l'Infinito

    • 29-09-2013

    Il nostro animo può essere paragonato ad un recipiente "capace" di Infinito. Leopardi lo intuisce e conclude che la grandezza della ragione stia nel riconoscimento dell'incapacità dell'uomo a soddisfarsi. Solo la "persuasione di un'altra vita" dà consistenza alle cose.

    • AL CUORE DI LEOPARDI/2

    "Alla sua donna", professione d'amore per la Bellezza

    • 22-09-2013

    Leopardi intuisce che il cuore dell'uomo sia desiderio e capacità di Infinito. Qualunque desiderio, una volta soddisfatto, risulta necessariamente circoscritto. Da qui inizia la tensione all'Infinito, come nel canto "Alla sua donna".

    • AL CUORE DI LEOPARDI/1

    La ricerca della felicità

    • 15-09-2013

    Il "pessimista" o "lo sfigato": i ragazzi imparano a conoscere Leopardi da questi pessimi luoghi comuni. Ma è meglio leggere direttamente quel che scrisse di sé il genio di Recanati per comprendere la sua costante ricerca di amore e felicità.